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Luciano de Liberato 

Painter. Lives and works in Italy. He began working in art in 1975, immediately attracting a lot of interest among the most important Italian art critics and historians (Filiberto Menna, Maurizio Fagiolo dell’Arco, Enrico Crispolti, Lorenza Trucchi). He was considered a young master and one of the great Italian colourists. Protagonist in the ’80s in European painting, De Liberato has more than 50 solo exhibitions, including in the prestigious Art Basel1983 and 1984. Since 1990 to devote exclusively to his work, he retired to his study in the Italian province. All his work is created through research cycles. Since 1994 he uses a unique and very personal language, as well as authentic poetry that are away from fads and mannerist trends. In 2011 he was invited to the Italian Pavilion (Abruzzo) of the Venice Biennale. In 2012 one of his works, “RED”, was chosen as an image of the Lincoln Center Festival in New York, which gave to his work global renown.

In 2011 he decided to close all relations with the Italian galleries and working exclusively in international fora.
ImmagineLuciano de Liberato
ha iniziato l’attività nell’arte nel 1975, suscitando immediato e fattivo interesse tra i più importanti critici e storici dell’arte italiana (Filiberto Menna, Maurizio Fagiolo dell’Arco, Enrico Crispolti, Marcello Venturoli, Lorenza Trucchi, Franco Solmi, Giuseppe Marchiori). Fu considerato un giovane maestro e uno dei grandi coloristi italiani. De Liberato ha in attivo 50 mostre personali, anche nella prestigiosa “Art Basel” nel 1983 e nel 1984. Nel 1975, con le sue opere prime, vinse il “Premio Lubiam”. Nel 1980 fu “Segnalato Bolaffi per la Pittura”. Nel 1981 fu inserito su “Capital” tra i giovani artisti emergenti. Dal 1990, per dedicarsi esclusivamente all’arte, si è ritirato in isolamento nel suo studio nella provincia italiana. Tutta la sua opera è condotta mediante cicli di ricerca. Dal 1994 utilizza un linguaggio unico e personalissimo, con una poetica autentica, fuori da mode e tendenze manieriste. Nel 2011 è stato invitato al Padiglione Italia (Abruzzo) della Biennale di Venezia. 

Nel 2011, ritenendo che il suo lavoro avesse raggiunto da anni uno spessore di livello internazionale,  ha deciso di chiudere tutti i rapporti in essere con le gallerie italiane. Dal 2011 le sue opere sono esposte esclusivamente in gallerie online internazionali.

. Nel 2012 a New York una sua opera, “Red, 2003”, scelta sul Web, è stata utilizzata, con licenza dell’autore, come immagine del Lincoln Center Festival; evento che ha portato tutto il suo lavoro a notorietà mondiale.

. Nel 2014, è stato inserito, con una ricerca selettiva sul Web dei curatori internazionali di “ARTISTADAY” (U.S.A.), tra i TOP 10 artisti italiani.

. Nel 2015, a New York, Basak Malone Gallery ha reso onore al suo lavoro chiedendogli l’autorizzazione a presentarlo in “The New Collectors Book”, volume con una raccolta selezionata di “artisti rari e artisti affermati a livello internazionale” 

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Oggi più che mai ogni opera di Luciano De Liberato è un’apparizione che diventa presenza inevitabile. E’ arte al di là dell’umano perché scavalca l’impronta individuale e sentimentale per farsi pittura che si autodipinge, in una sorta di sfida ogni volta nuova e diversa all’invadenza tecnologica. E’ costante ed ossessiva ricerca di un ordine vibrante e pur innervato di vita ed immaginazione. E’ tensione, lotta, contrasto, è unità nella molteplicità e infine forma formante, perentoria, di volta in volta festosa o inquietante, mai placata nella propria vertigine visionaria animata da infinite possibilità. E’ pittura di oggi come nessuna altra, ma il suo cuore batte in un presente antichissimo che fa riaffiorare i gesti originari dell’atto stesso del dipingere spingendoli nel futuro. Il segreto di De Liberato sta nel fatto che egli vive veramente ed autenticamente solo quando dipinge e così i suoi “nastri” sono anche tendini, nervi, sinapsi, diventati strutture pittoriche. Sono pensieri che si inseguono e moltiplicano nel labirinto della pittura la quale, alla fine, per lui è la sola via d’uscita possibile.

Se vivessimo in un paese minimamente all’altezza del proprio glorioso passato, a Luciano De Liberato sarebbe riconosciuto un posto di primissimo piano nell’Olimpo dei nostri artisti contemporanei.

Gabriele Simongini, Roma, 2 gennaio 2016

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[…] ma oggi pochissimi artisti italiani e forse internazionali possono vantare un’intensità pari a quella raggiunta da De Liberato, attraverso una riflessione quanto mai sintonizzata sullo spirito della nostra epoca, un’indubbia sapienza tecnica, una mirabile sintesi compositiva, un perentorio fulgore del colore e una visionaria potenza d’impatto dell’immagine. Alle radici di queste opere ci sono un’alta consapevolezza storica dell’astrattismo nella sua costante evoluzione, un rigoroso e ascetico controllo formale…..

Gabriele Simongini, Roma, gennaio 2009 

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Iniziare da un dubbio, insistente, circuente. Prosa o poesia? Mi chiedo, ma forse anche tu te lo chiedi, quale delle due sia più adatta ad esprimere l’essenza del tanto valore “carpibile” dall’opera. […] La vedi, tramutata dal colore, divenire groviglio, nodo, pacchetto, esteriorizzazione brillante di accostamenti arditi, alternanze ondulanti di caratteri percettivi, complessi ed articolati come nuovo lessico razionalmente codificato in un gioco di “movimento ed emozione” che sfugge ad ogni programma e diviene irrazionale. Quel gioco proviene da lontano ed è un gioco crudele, stessa radice di quell’io profondo vissuto nell’arte, per sé e per gli altri, nell’ autonomia di una propria dinamica psicologica, dalla spiritualità più elevata sino alle soglie pulsanti della trasgressione. […] E poi ti senti Vasco scorrere nelle vene, e la rabbia della vita, e il rimpianto feroce del tempo, e l’angoscia dell’inafferrabile e l’esistenza inesistente del domani, il desiderio urgente dell’oggi. Perché “…..la vita è un brivido che vola via… un gioco di equilibri sopra la follia…” E allora di fronte a quest’arte. arte sì. arte propriamente, arte grande con la A maiuscola, quale la decisione? Prosa o poesia? Di certo nessuna. Forse il silenzio. Perché è imbarazzante ed utopistico credere di poter trovare la formula giusta, diversa da quella dei tanti che già “tanto bene” hanno scelto. Di Luciano De Liberato è meglio cercar di comprendere l’itinerario dell’arte che qui di seguito ne percorre le tracce, e poi abbandonarsi al fluido esistenziale del suo intreccio, sintesi indagante di quell’inquietante pulsare d’emozioni e di incorporate promesse ancora celate in una nicchia oscura. Far parlare l’opera. Ascoltarla per ascoltarsi. Amarla questa voce in tutte quelle che il tempo umano della sua arte conterrà. Tutte quelle già d’oggi. di “sole e d’ombra graffiante”. come l’anima di questo artista che vola in una luce che cresce e che porta nel nome come un destino.

Annamaria Cirillo, Pescara 2000

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Bellissima avventura mentale, e delle mani, questa di voler buttare pennelli tubetti di colore tavolozza ed ogni altro usuale strumento di pittura, per ottenere se possibile pittura ancora più bella. Soprattutto leggibile, e godibile al massimo dell’orgasmo visivo-emotivo con occhi d’oggi. Occhi nuovi, luci nuove, rapidità e silenzi nuovi.
[…] in maniera del tutto poetica, dandoci un prodotto poetico persino con apparenze di sfida artigiana, ce lo dice con l’incanto delle sue opere il pittore, sino alle midolla delle ossa pittore, Luciano De Liberato…..
Nelle sale della Borgognona si possono allargare gli occhi dinnanzi a stesure anti-colore di neri-grigi-bianchi sino al raccoglimento e all’urlo. Nello specchio di altre opere è udibile il vortice geometrico, quindi fermabile ad ogni istante, di stesure che sono anche suoni e colori da musica di oggi. Sì, è positivo dirlo, anche da discoteca, ch’è il modo di oggi di essere persino romantici […]  Eppure c’è solo sforzo di proiezione nel futuro in questa ricerca delle materie. Incroci e nodi, a volte in apparenza di casualità, a volte guidati da un progetto, sono altra prova della presenza di questo artista nel numero di quelli che si rendono conto della necessità di prevenire, dovere d’artista, le mutazioni del linguaggio, in prima quelli musicale e visivo che hanno i connotati di assoluta universalità […] una mostra chiarissima eppure carica di mistero poetico: com’è della poesia.

Giuseppe Selvaggi  “Le trame della vita dipinte con l’ago” Roma 1994

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E’ stato per me un momento straordinario il ritorno a Via dei Frentani nel grande studio a Chieti, dove per oltre tre anni Luciano De Liberato s’è chiuso come un eremita a fare soltanto il pittore. Lui che entrato fra i giovani emergenti intorno al 1975 di prepotenza e conquistando successi inequivocabili come “neo pittore” si era talmente affermato in un lustro (l’attenzione appassionata dei critici d’arte di punta, da Lorenza Trucchi a Filiberto Menna, da Maurizio Fagiolo dell’Arco a chi scrive, le segnalazioni sulle riviste più prestigiose, la simpatia attiva di gallerie d’arte del massimo impegno…..

Marcello Venturoli, Ostia 1993

Immagine[…] Costruire immagini “chiare e distinte” non è certo la via più facile: implica nientemeno che un “discours de la méthode”. E tutta analitica è la strada scelta da De Liberato […] con la scelta tattica del lavoro, con la strategia dell’assenza. Conta nel primo caso l’esperienza di chi guarda, nel secondo il mistero di chi fa […] ma per l’Operazione Segno condotta oggi da De Liberato, non trovo migliore definizione di quella che del disegno dava Federico Zuccari: ” Oggetto dell’ intelletto”.

Maurizio Fagiolo dell’Arco, Roma 1978

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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               _______  

 

 

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 https://it.wikipedia.org/wiki/Luciano_De_Liberato

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IL TEMPO – 14 genn 2016

http://www.iltempo.it/cultura-spettacoli/2016/01/14/lo-stato-dell-arte-soddisfacente-1.1497753410x6

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 SAATCHI ART – Los Angeles –         “100 Curators 100 Days”

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Exibition of the artists selected by curators of the most prestigious Museums and galleries around the worlds (MOMA, LACMA, Palais de Tokio, Kunstalle Vienna, Pace/MacGill, Manifesta 9, etc). A project by Rebecca Wilson director of the Saatchi Gallery in London.

Luciano de Liberato was selected by Christina Steinbrecher artistic director of Vienna Fair and Art Moscow. Curator at the National Centre for Contemporary Art Moscow. Curator of the Moscow Biennale 2009. It’was the curator of “unconditional Love” at the 53rd VENICE BIENNALE 

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